Immaginare Gandhi oggi nel mondo dei social network e dell’era digitale è davvero un esperimento affascinante: questo esercizio ci invita a riflettere sul potere della comunicazione moderna e del suo impatto sui movimenti sociali

Gandhi è stato il simbolo della non-violenza e della resistenza pacifica: egli costruì la sua rivoluzione attraverso la parola, il suo esempio etico e la coerenza morale

Il leader indiano, senza social e internet, riuscì a mobilitare milioni di persone nella sua nazione e a ispirare movimenti di liberazione coloniale in tutto il mondo

Ma se Gandhi fosse vissuto oggi, se avesse avuto a disposizione la potenza dei social, dei blog e di YouTube che mondo sarebbe?

Egli avrebbe di certo declinato la fama degli influencer ma al contempo avrebbe diffuso i valori fondanti della sua filosofia di vita: “Ahimsa” (che in sanscrito significa non-violenza) e “Satyagraha” (la forza della verità)

Attraverso le diverse piattaforme online (X, Instagram, YouTube) avrebbe condiviso in tempo reale i suoi discorsi, i video delle sue lunghe marce raggiungendo non solo gli indiani ma milioni di persone in tutto il mondo

La sua semplicità e i suoi messaggi sarebbero diventati virali così da generare movimenti globali per la solidarietà e la fratellanza dei popoli

La “Grande Anima” avrebbe usato X, non tanto per propaganda personale ma per fini civili ed educativi

La sua integrità morale avrebbe invitato alla riflessione, alla sobrietà, alla responsabilità personale in un mondo sovraccarico di stimoli e superficialità

Il suo profilo (online e offline) sarebbe stato, dunque, molto diverso dal modello MAGA degli USA, lontanissimo dalla polarizzazione politica e dai diverbi fra i diversi candidati alle elezioni

Gandhi avrebbe inaugurato “la politica della spiritualità 2.0”: la sua personalità avrebbe contrastato certamente le derive dell’odio online promuovendo anche “un’etica della rete”

Dobbiamo ammettere però che non tutto sarebbe stato semplice: Gandhi avrebbe dovuto sicuramente confrontarsi con la velocità e volatilità dell’informazione digitale

La rete, capace di amplificare ogni cosa, può anche distorcere la realtà (e la verità): i suoi pensieri, la sua filosofia, le sue parole, il suo coraggio e la forza d’animo avrebbero potuto essere sicuramente ostacolati, manipolati o nella peggiore delle ipotesi strumentalizzati dai potenti per evitare il cambiamento

Gandhi avrebbe accettato con riserva il digitale avvisando i suoi seguaci della pericolosità stessa dei mezzi di comunicazione di massa

Egli avrebbe sicuramente invitato l’umanità a ritornare alla semplicità delle cose, alla giustizia sociale e alla compassione: avrebbe rinnegato algoritmi, intelligenza artificiale e interessi economici su larga scala

I suoi messaggi probabilmente avrebbero ispirato un movimento globale di attivismo digitale pacifico, fondato sulla collaborazione e non sul conflitto

Con lui e i suoi messaggi, forse, oggi vivremmo in un mondo più attento all’equilibrio tra progresso tecnologico e valori umani, un mondo dove la connessione non significhi solo essere “online”, ma essere realmente in relazione con gli altri

La sua forza morale e la potenza comunicativa dei media digitali avrebbero potuto risvegliare le coscienze su scala globale, dimostrando che anche nell’era della tecnologia la vera rivoluzione nasce sempre dal proprio cuore e dalla profonda verità

Francesco

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