Le persone che mi hanno accompagnato nel mio percorso di rinascita personale sono tante
Ho letto moltissime storie di riscatto personale e devo ammettere che le più belle in assoluto sono quelle in cui i protagonisti partivano sempre dal punto più basso della loro vita
Ora immaginiamo una stanza semi-vuota, illuminata da una luce calda del pomeriggio
Due uomini di diversa statura siedono uno di fronte all’altro e sorridono
Sono Chris Gardner, il protagonista del film “Alla ricerca della felicità” interpretato da Will Smith e Muhammad Yunus, l’economista bengalese della Grameen Bank e padre del micro-credito
profondo Le loro vite hanno illuminato milioni di esistenze a spasso per il mondo e hanno dimostrato che la strada per l'(im)possibile spesso è percorribile anche se parti da una situazione di svantaggio
Oggi ho immaginato questo incontro tra loro due e ho registrato le battute in questo articolo che recita più o meno così:
«Professor Yunus, lei ha creato un sistema che ha dato fiducia a milioni di persone
Io invece ho lottato per anni solo per sopravvivere letteralmente
Eppure credo che entrambi abbiamo scoperto la stessa verità: la povertà non è solo mancanza di denaro, ma mancanza di opportunità»
Gardner rompe il silenzio con la sua voce profonda
Yunus sorride, con quella calma che nasce dalla consapevolezza di aver visto cambiare intere comunità nel mondo partendo con pochi spiccioli di finanziamento
«È esattamente così, Chris
Quando ho iniziato con i primi prestiti, erano solo 27 dollari per 42 donne
Ma dietro quei numeri c’era qualcosa di più grande: la fiducia nel potenziale umano
Ho sempre creduto che i poveri non siano un problema da risolvere, ma una risorsa da liberare»
Gardner annuisce, ricordando i giorni duri in cui viveva con il figlio in un rifugio per senzatetto, sognando una vita diversa e dignitosa
«A volte la società ti insegna che se sei in difficoltà, è colpa tua
Io ho voluto dimostrare il contrario
La mia battaglia non è stata solo per guadagnare soldi, che comunque sempre aiutano, ma per mostrare che ogni persona, se sostenuta e motivata, può cambiare la propria storia nonostante gli svantaggi iniziali da cui parte»
Yunus riflette un istante, non è scosso da Chris e percepisce adesso forte la sua vicinanza:
«Vedi, Chris, ciò che descrivi è la stessa forza che ho visto nei villaggi del mio Bangladesh
Le persone non vogliono carità, desiderano opportunità
Donne e uomini che, con un piccolo credito, trasformano la propria vita e quella degli altri e questo è semplicemente grandioso»
Il dialogo tra i due continua tra esperienze personali e speranze
Gardner parla del potere della determinazione personale, Yunus, invece, della forza collettiva della comunità
Alla fine del loro incontro Gardner afferma:
«Non importa dove sei nato, ma quanto credi che la tua vita possa significare qualcosa per gli altri»
Yunus molto meravigliato delle parole di Chris annuisce e conclude:
E in ogni vita in cui si ritrova dignità nel proprio lavoro è un passo verso un mondo più giusto
Non servono eroi, servono persone che credano nell'(im)possibile
Quando il sole tramonta dietro le finestre, i due uomini si stringono la mano
È un gesto silenzioso, ma pieno di gratitudine reciproca
In quel momento, la storia di un uomo che dormiva nei bagni della metropolitana e quella di un economista che sognava un’economia (e una possibilità concreta) per i poveri si fondono in un unico messaggio universale:
il successo più grande non è accumulare ricchezze, ma restituire speranza
Il vero cambiamento nasce quando la dignità umana viene rimessa al centro dell’economia e della società
Allora come vi è sembrato il dialogo immaginario tra Chris e Yunus?
Siete d’accordo con quello che i due protagonisti si sono detti nello scambio di battute?
Come sempre se vi va fa piacere lasciate un commento qui sotto o, se preferite, scrivetemi al mio indirizzo di posta elettronica personale francescopelosio@hey.com
Noi ci rileggiamo presto,
un abbraccio
Francesco
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