Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra perdere significato
Le certezze vacillano, gli obiettivi si confondono e la motivazione si assottiglia fino quasi a sparire
In questi momenti nasce una domanda silenziosa ma potentissima: “Perché andare avanti?”
Viktor Frankl, psichiatra austriaco e sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, ha costruito attorno a questa domanda una delle riflessioni più profonde del Novecento
Nel suo libro “Uno psicologo nel lager”, Frankl racconta come, anche nelle condizioni più disumane, l’essere umano possa conservare una libertà fondamentale: la libertà di scegliere il proprio atteggiamento di fronte alla sofferenza
Frankl osservò che chi riusciva a trovare un significato — una persona da amare, un lavoro da completare, un’idea per cui vivere — aveva una forza interiore sorprendente
Non perché soffrisse meno, ma perché la sofferenza aveva un senso
Come scriveva, “chi ha un perché per vivere può sopportare quasi ogni come”
Questo messaggio è incredibilmente attuale
Oggi non viviamo l’orrore dei lager, ma sperimentiamo altre forme di vuoto: stress cronico, frustrazione lavorativa, relazioni fragili, paura del futuro
E spesso ci diciamo che “non dovremmo stare così”, perché in fondo non ci manca nulla
Ma il dolore non funziona per paragoni
Se qualcosa ci fa male, merita sicuramente ascolto
La logoterapia di Frankl non promette felicità facile né soluzioni rapide
Propone qualcosa di più profondo: assumersi la responsabilità del proprio sguardo sulla vita
Non sempre possiamo cambiare le circostanze, ma possiamo cambiare il modo in cui le attraversiamo
Possiamo chiederci: che senso posso dare a questo momento?
Trovare un significato non vuol dire giustificare ciò che ci accade
Vuol dire decidere che la nostra vita non è definita solo dagli eventi, ma anche dalle risposte che scegliamo di dare
A volte il senso è piccolo e quotidiano: essere presenti per qualcuno, imparare qualcosa di nuovo, resistere un giorno in più
E va bene così
Forse il messaggio più potente di Frankl è questo: non è la vita che deve darci risposte, siamo noi a rispondere alla vita
Ogni difficoltà ci pone una domanda, e il modo in cui viviamo è la nostra risposta
Se oggi stai attraversando un periodo difficile, prova a fermarti un attimo e chiederti: per cosa vale la pena resistere, proprio adesso?
La risposta potrebbe non essere immediata, ma cercarla è già un atto di coraggio
Ed è spesso da lì che nasce una nuova direzione
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Noi ci rileggiamo presto,
un abbraccio
Francesco
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