“Le fiabe dicono più che la verità

E non solo perché raccontano che i draghi esistono

ma perché affermano che si possono sconfiggere”

—G.K. Chesterton

Sconfiggere il drago che è dentro di te non significa eliminarlo del tutto, ma imparare a riconoscerlo, comprenderlo e trasformarlo

Il drago interiore non è un mostro venuto da fuori: è fatto della stessa materia dei nostri pensieri, delle nostre paure, delle nostre ferite non cicatrizzate

Ha il volto dell’insicurezza che paralizza, della rabbia che divampa, del senso di inadeguatezza che sussurra che non siamo mai abbastanza

Combatterlo alla cieca significa dargli forza; ignorarlo significa lasciargli il controllo delle nostre scelte

Allora come fare?

Il primo passo è dargli un nome

Ogni drago prospera nell’ombra dell’ignoto

Quando diciamo: “Ho paura di fallire”, “Mi sento inadeguato”, “Temo il giudizio altrui”, stiamo tracciando i contorni della sua creatura

Dare un nome alla paura è già ridurne il suo potere

Ciò che è confuso appare invincibile

Ciò che è definito diventa affrontabile

La consapevolezza è la spada più affilata che abbiamo a disposizione

Il secondo passo è ascoltarlo

Può sembrare paradossale: perché ascoltare ciò che vogliamo sconfiggere?

Perché spesso il drago custodisce un messaggio segreto

Dietro l’ansia può esserci il desiderio di fare bene il nostro lavoro

Dietro la rabbia, il bisogno di essere rispettati

Dietro la gelosia, la paura di perdere le persone e le cose che amiamo

Il drago è un’autodifesa che è venuta a mancare, un istinto che ha perso misura

Ascoltarlo significa separare il pensiero sano di cui disponiamo dalla forma distruttiva che ha assunto nel tempo

Il terzo passo è attraversare la paura invece di aggirarla

Ogni volta che evitiamo ciò che temiamo, il drago cresce

Ogni volta che facciamo un piccolo passo verso ciò che ci spaventa, ad esempio parlare in pubblico, dire ciò che pensiamo, cambiare strada quando qualcosa non ci rende felici, stiamo sottraendo energia al mostro che è dentro di noi

Non servono gesti eroici: bastano atti coerenti e costanti nel tempo

Il coraggio non è assenza di tremore, ma decisione di agire nonostante tutto

Poi c’è la disciplina

Il drago interiore ama l’immediatezza: reagire, esplodere, essere protagonista

Sconfiggerlo richiede tempo e pazienza

Significa scegliere ogni giorno chi vogliamo essere, anche quando l’umore e sopratutto le circostanze suggeriscono il contrario

Significa costruire abitudini che rafforzino la parte migliore di noi: leggere invece di lamentarsi, allenarsi invece di rimandare, dialogare invece di chiudersi in se stessi

Ogni scelta coerente è una testa dell’idra che cade a pezzi

Infine, c’è l’accettazione

Il drago non scompare del tutto

Resta come possibilità, come ombra che si allunga sempre fuori di noi

Ma ora non è più lui a regnare

Diventa una forza che possiamo gestire

La stessa energia che alimentava la paura ora può diventare determinazione

Quella che generava rabbia può trasformarsi in passione

Quella che produceva insicurezza può diventare desiderio di miglioramento

Sconfiggere il drago, allora, non è distruggere una parte di sé, ma comprenderla fino alla fine

È passare dalla reazione alla scelta consapevole, dall’impulso alla consapevolezza

Il drago continuerà a soffiare fuoco, a volte

Ma tu saprai che quel fuoco non è il tuo destino: è soltanto combustibile grezzo

E nelle tue mani può diventare luce

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Noi come sempre ci sentiamo presto,

un abbraccio

Francesco

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