Proprio ieri pensavo al tempo trascorso negli ultimi anni
Pensieri veloci che ci attraversano e spesso si rivelano giudicanti
Fra questi compare sempre qualcosa di più silenzioso che ci suggerisce “Stai indietro” oppure “sei in ritardo”
In ritardo rispetto agli altri
In ritardo rispetto ai miei sogni
In ritardo rispetto a quello che dovrei essere e ancora non sono
Viviamo in un’epoca in cui le vite degli altri scorrono davanti ai nostri occhi come trailer perfettamente montati
Annunci di successi, traguardi, relazioni felici, carriere in ascesa
Specialmente sui social, Facebook o Instagram che sono diventati il nostro nutrimento quotidiano
Così è facile guardarsi dentro e vedere solo ciò che manca.
È facile pensare che esista un “calendario invisibile” che non abbiamo rispettato
Ma la verità è che non esiste una tabella di marcia universale
La vita non è una linea retta: prima studi, poi lavori e alla fine ti godi la pensione
Non va sempre così, secondo i piani
Infatti se qualcosa va storto?
Se ci fermiamo?
Se iniziamo a interrogarci sul nostro percorso?
Allora certamente penseremo di essere rimasti indietro
Eppure come abbiamo accennato la crescita non è lineare
È fatta di curve, deviazioni, pause e spesso anche cadute rovinose
E spesso i periodi che sembrano più improduttivi sono quelli in cui stiamo mettendo radici
E le radici crescono nel silenzio, sotto terra, lontano dagli sguardi
Sentirsi indietro spesso significa confrontarsi con un’idea non autentica di noi stessi
Ma da dove proviene questa idea?
È davvero nostra o è stata semplicemente costruita sommando aspettative sociali, familiari e culturali?
Molte volte non siamo in ritardo: stiamo solo vivendo una storia diversa da quella che ci era stata raccontata
C’è un tempo per accelerare e un tempo per comprendere
Un tempo per costruire e un tempo per lasciar andare
Non tutto ciò che rallenta è un fallimento
A volte è protezione
A volte è l’inizio della consapevolezza, la strada verso la maturità
E poi c’è un’altra verità scomoda da ammettere a noi stessi: nessuno è davvero avanti
Alcuni sì, hanno raggiunto certi traguardi
Ma ognuno combatte battaglie invisibili ogni giorno e spesso in silenzio
Ognuno attraversa incertezze che non sbandiera sui social
Confrontare il nostro “dietro le quinte” con il “palcoscenico” degli altri è un gioco che non possiamo vincere
Forse non sei indietro
Forse stai solo imparando qualcosa che non si può imparare troppo velocemente
La pazienza con se stessi è una forma di vero amore incondizionato e coraggio
Significa accettare di non avere tutto chiaro, di non avere tutto risolto
Significa darsi il permesso di crescere con i propri tempi, senza trasformare ogni deviazione calcolata o non in un giudizio
Prova a cambiare le domande e migliorare il tuo dialogo interiore
Ad esempio
“Cosa sto costruendo per costruire un vita meravigliosa e degna di essere vissuta?”
Ci sono percorsi che maturano lentamente, come il vino buono nelle botti
Ci sono sogni che hanno bisogno di esperienza prima di prendere forma
Ci sono identità che si definiscono solo dopo aver attraversato l’incertezza
La vita fortunatamente non è una gara a cronometro
Non c’è un podio finale dove qualcuno consegna medaglie per la velocità con cui abbiamo capito chi siamo e dove stiamo andando
Se ti senti indietro, forse sei semplicemente nel tuo giusto tempo
E il tuo tempo è l’unico che conta
Soprattutto adesso
Se ti è piaciuto l’articolo mi piacerebbe che commentassi qui sotto o, se preferisci, scrivimi un messaggio di posta elettronica a francescopelosio@hey.com
Noi come sempre ci sentiamo presto,
un abbraccio
Francesco
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