Ci hanno sempre suggerito fin da bambini che per avere un notevole riscontro nella vita bisognava scegliere qualcosa in particolare:

Una strada

Una professione

Un’identità

La domanda che risuonava più spesso in quelle aule rumorose era:

“Cosa vuoi fare da grande?”

E noi tutti rispondevamo l’astronauta, il calciatore, l’ambasciatore

Eppure non sempre funziona così

C’è chi si appassiona a molte cose nel tempo, chi cambia interessi in base al periodo della vita che vive, ci sono coloro che approfondiscono una disciplina quando sono giovani per poi passare verso un’altra cosa che preferiscono in età più matura

Tutto questo non per mancanza di costanza, ma per propria indole, per curiosità

Emilie Wapnick definisce queste persone multipotenziali

Individui capaci di scegliere più direzioni contemporaneamente, senza la pretesa di conoscere tutto ma con il desiderio più intimo di essere eclettici

Essere un multipotenziale oggi non è un compito semplice perché viviamo i nostri giorni condizionati da una cultura dominante che celebra lo specialista, l’esperto verticale o semplicemente colui che dedica una vita intera a perfezionare un’unica competenza

Il multipotenziale, invece, spesso si sente fuori posto

Si chiede di continuo se stia sbagliando tutto

Se dovrebbe mettere una volta e per tutte “la testa a posto”

Quello che il multipotenziale vive è spesso una crisi identitaria: colui che ama la varietà non è una persona insicura e indecisa, ma è sicuramente una personalità curiosa

La curiosità quando è autentica è una finestra sul mondo, è fame di comprensione, è desiderio intimo di connessioni

Rappresenta la capacità di vedere ponti dove gli altri vedono confini

Coloro che sono multipotenziali sviluppano spesso una visione trasversale delle cose: unendo discipline tra loro, creando legami inaspettati tra i vari argomenti, suggerendo nuove prospettive al prossimo perché non confinati in un unico schema

L’obiezione più frequente che si rivolge ai multipotenziali è saltare da un interesse all’altro con superficialità senza la possibilità reale di approfondire una determinata tematica

La risposta a tutto questo è la consapevolezza della propria dote

Essere multipotenziale richiede coraggio

Il coraggio di non rientrare nelle definizioni canoniche

Il coraggio di accettare che la propria identità non sia una linea retta ma bensì una costellazione di stelle molto luminose

Ogni interesse è una sfera di luce che arricchisce la nostra vita

Dall’esterno potrebbe sembrare caos ma dall’interno è ciò che rende le giornate meravigliose

Dunque per molte persone la chiave della loro esistenza non è scegliere una sola strada, ma imparare lentamente a integrare più strade contemporaneamente chiedendosi sempre:

“Qual è il filo rosso che attraversa e unisce tutte le mie passioni?”

Quel filo può unire la nostra propensione ad aiutare gli altri, la creatività di scrivere una pagina di un blog, di registrare un video su YouTube, di cucinare il piatto della nostra persona preferita

Il multipotenziale non per forza deve vivere tutto contemporaneamente

Può scegliere la stagione più adatta per lui e coltivare un interesse

Può costruire una carriera ibrida

Può unire progetti differenti che sembrano apparentemente lontani tra loro

In un periodo storico particolare come quello di oggi in cui il lavoro cambia rapidamente e le competenze si intrecciano, il multipotenziale è una risorsa, un’eccezione che può fare la differenza e prestare le sue svariate competenze al servizio degli altri

I multipotenziali allargano continuamente i loro orizzonti: sono “profondi ma anche leggeri”, collegano aspetti del mondo che abitualmente non starebbero insieme

E forse alla fine non si tratta di scegliere chi essere

Si tratta di avere il coraggio di essere tutto ciò che siamo

Ed è qui che la vita ci sorprende

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Noi come sempre ci sentiamo presto,

un abbraccio

Francesco

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