Quando ho letto per la prima volta Oblomov di Gončarov, ho provato una particolare sensazione: non stavo osservando un personaggio lontano nel tempo passato, ma una parte molto fragile e delicata di me stesso

L’immagine di Oblomov più caratteristica è quella sua sul divano

Ma Oblomov non è solo pigrizia

Oblomov non è semplicemente chi non ha voglia di fare le cose

Rappresenta soprattutto un uomo che sente troppo, pensa troppo, immagina troppo e per tutti i precedenti motivi rimane fermo, fermo nel suo essere

Ma la sua immobilità non è vuoto

Rappresenta l’eccesso della vita

E proprio per questo il volume di Gončarov è così attuale

Succede anche adesso di rimandare qualcosa di importante

Preferiamo le distrazioni al confronto con noi stessi

E come sempre aspettiamo il momento giusto che non arriva mai

L’inerzia psicofisica del nostro tempo non è stare sdraiati tutto il giorno come Oblomov

Ma è essere continuamente occupati senza muoverci nella direzione che conta davvero

Scrolliamo in continuazione lo smartphone invece di scegliere qualcosa

Facciamo sempre delle analisi accurate invece di prendere una decisone

E poi tardiamo sempre a cominciare i nostri progetti

Oblomov è anche questo

In più possiamo affermare che Oblomov non agisce perché agire significa esporsi

Significa rischiare di fallire

Molte volte di perdere

Di sentirsi non all’altezza

Restare fermi è come vivere nell’eterna comfort-zone ed è molto rassicurante

Anche nei giorni del nostro tempo l’inerzia non nasce dalla mancanza di ambizione ma dalla paura

Paura di non farcela

Paura di scegliere la strada sbagliata

Paura di scoprire che ciò che immaginiamo è molto distante dalla realtà

E succede che rimandiamo

E così più rimandiamo e più è difficile iniziare

Ma c’è una soluzione a tutto questo, a superare lo stato oblomoviano?

Secondo me il primo passo più semplice per sconfiggere l’inerzia è ridurre la distanza tra pensiero e azione

Non serve fare tutto subito però

Non si cambia vita da un giorno all’altro

Serve però fare il primo passo possibile

Ad esempio scrivere una pagina di blog

Chiamare quella persona

Prendere quella decisione importante che da tempo ci assilla

L’azione minima ha un potere incredibile: interrompere l’incantesimo della perenne attesa

Credo però fermamente che la vera cura non sia soltanto dotarsi di disciplina ma creare significato in tutto ciò che facciamo

Infatti Oblomov immagina qualcosa di armonioso per la sua vita, ma non riesce a realizzarla

Noi rischiamo lo stesso: avere infinite possibilità ma nessuna attitudine a scegliere davvero

Quando ha senso per noi, non per gli altri, non per le aspettative esterne, l’energia cambia

Non è più facile, ma diventa necessario

E quando qualcosa è necessario, il movimento è imminente e spontaneo

Per concludere possiamo dire che l’epopea di Oblomov è la vita rimasta in potenza

Quello che dovremmo sempre chiederci è “Sto vivendo la mia vita in modo presente e attivo proseguendo verso la direzione che davvero conta per me?”

Superare l’inerzia psicofisica significa questo:

Scegliere qualcosa anche se stiamo tremando

Fare un piccolo passo anche se l’attrito della vita ci blocca nella nostra condizione

Accettare l’imperfezione di noi stessi e delle nostre scelte

Ogni volta che trasformiamo un pensiero in azione, stiamo facendo ciò che Oblomov non è riuscito a fare

Non semplicemente alzarci dal divano

Ma essere finalmente artefici del nostro destino

E questo conta davvero

Se ti è piaciuto l’articolo mi piacerebbe che commentassi qui sotto o, se preferisci, scrivimi un messaggio di posta elettronica a francescopelosio@hey.com

Noi come sempre ci sentiamo presto,

un abbraccio

Francesco

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