Amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita
–Oscar Wilde
Quando ero più giovane per molto tempo ho pensato che la felicità fosse una questione di incontri
Cercavo la persona giusta, gli amici giusti, la perfetta sincronizzazione degli eventi che mi avrebbero garantito di dire le parole giuste al momento giusto
Credevo, dunque, che le conferme dipendessero da ciò che era fuori di me
Andando avanti con gli anni ho notato qualcosa che non funzionava in queste cose, una verità scomoda e dura da accettare:
tutte le attività che svolgevo erano uno specchio di quello che ero
Se dentro di me c’era insicurezza, cercavo necessariamente l’approvazione degli altri
Se dentro di me c’era paura, mi nutrivo di dipendenze
Se dentro di me c’era vuoto, cercavo qualcuna/o che lo riempisse
Avevo bisogno, dunque, di continue conferme
E il bisogno è un cattivo consigliere: permette di costruire relazioni fragili, spesso nutrite di paure non dette
Ho così capito lentamente e commettendo molti errori che la relazione più difficile della mia vita non era con gli altri
Era con me stesso
Quando stai con gli altri puoi fingere equilibrio
Ma quando stai con te stesso questo non accade
Quando stai con gli altri puoi fingerti forte
Ma quando stai con te stesso emergono tutte le crepe
Ho trascorso più tempo della mia vita a giudicarmi che ad ascoltarmi
Mi sono sentito spesso a disagio e mi sono detto con una durezza parole che non userei mai con qualcuno che amo per davvero
E ancora mi rimproveravo spesso degli errori
Mi vergognavo delle mie fragilità
Poi ho iniziato a chiedermi: chi sono davvero e di cosa ho bisogno?
Qualche riposta è arrivata quando ho capito che avere una buona relazione con se stessi non significa essere sempre sicuri di quello che facciamo
Non significa trattarci sempre come una bozza di un vecchio romanzo da correggere ma iniziare a considerarci un essere umano da comprendere
Quando ho iniziato a lavorare su me stesso, qualcosa è cambiato
Ho smesso di cercare qualcuno che mi completasse
E ho iniziato a valutare l’ipotesi che qualcuno iniziasse a camminare accanto a me
E quel qualcuno ero sempre io
Mano nella mano
Quando non dipendi dall’approvazione degli altri per sentirti autentico, ami e senti il mondo con maggiore libertà
Non stai gridando in tutti i modi al mondo che qualcuno venga a salvarti
La responsabilità del tuo equilibrio non è più esterna
Apprezzi ora la solitudine a tal punto che diventa il tuo spazio creativo
Il tuo laboratorio interiore
Il tuo posto preferito in cui puoi essere autentico senza performance
Ma questo è molto lontano dal dire che la vita sia facile
Ci sono moltissimi giorni in cui torno a tormentarmi, torno a dubitare di me, torno a sentirmi indietro
Adesso, però, che me ne accorgo, al posto di attaccarmi come prima, mi ascolto
La mia relazione con me stesso non è perfetta
E questo è un punto fondamentale: non sono diventato impeccabile
Sono diventato presente
Perché in conclusione nella nostra vita le persone cambiano, partono o si trasformano in qualcosa che per noi non è più giusto
Ma tu resti con te stesso anche se tutto cambia
Anche se tutto si trasforma
E se impariamo a essere una casa sicura per noi stessi, perché adesso riconosciamo il nostro valore, allora ogni altra relazione e condivisione è sana e non più una richiesta di aiuto
La migliore relazione che puoi avere è con te stesso
Ed è l’unica che permette di sbloccare il tuo innato potenziale di vita
Spero che tu possa sceglierti ogni giorno come forma più silenziosa e potente di amore che esista
Io ci sto ancora provando
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Noi come sempre ci sentiamo presto,
un abbraccio
Francesco
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